I terreni della Fondazione Rossini alle giovani imprese di Budrio

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Articolo originale sul sito ufficiale di Giulio Pierini Sindaco di Budrio…

Nei giorni scorsi abbiamo sottoscritto un importante protocollo tra Comune di Budrio, Fondazione Rossini, Coldiretti e Confederazione agricoltori (CIA). La Fondazione Rossini è proprietaria di 88 ettari nell’area tra il capoluogo e Mezzolara: una proprietà fondiaria, eredità dello stesso M° Gioacchino Rossini, destinata al sostegno del Conservatorio musicale di Pesaro. La volontà del comune era quella di consentire ad aziende agricole budriesi, formate principalmente da giovani, di acquisire la gestione e l’affitto di quei terreni per offrire opportunità di lavoro e di reddito e per investire sulle colture tipiche locali escludendo produzioni no-food e ogm, destinate alla produzione di energia.

Abbiamo incontrato la disponibilità della Fondazione Rossini a sviluppare un progetto che mettesse in stretta relazione il suo patrimonio fondiario con il territorio budriese, con un ruolo determinante di rappresentanza delle due principali associazioni agricole del territorio, Coldiretti e CIA.

Grande merito, quindi, al presidente della fondazione Oriano Giovanelli che in una positiva “triangolazione” (comune, associazioni, fondazione) consente di rafforzare le produzioni tipiche e di sviluppare giovani aziende budriesi in termini di lavoro e investimenti.

Con questo progetto si conferma quale sia la priorità dell’amministrazione di Budrio in tema di agricoltura: dare forza e opportunità alle imprese locali con una particolare attenzione ai prodotti ortofrutticoli e alle colture tipiche destinate all’alimentazione umana.

Le aziende che potranno sottoscrivere il contratto di affitto saranno segnalate alla fondazione da parte del comune su indicazione delle associazioni agricole.

Insomma, per questi 88 ettari, si è raggiunto un risultato importante e significativo: questo protocollo potrà essere, senza dubbio, uno strumento “apripista” per altre realtà e altre situazioni simili del territorio, ben al di là dei confini budriesi: con un’attenta programmazione e accordi ad hoc trasparenti possiamo dare spazio a chi è presente sul territorio e non fa attività speculative, ma si impegna per la qualità dei prodotti e del lavoro.

Le imprese agricole e i giovani agricoltori ci sono e hanno la convinzione giusta per andare avanti e affermarsi; le associazioni facciano la loro parte per sostenerli; le istituzioni trovino gli strumenti e i percorsi per favorire la crescita e il lavoro di questo settore così importante economicamente, socialmente e per il presidio e la sicurezza del territorio.

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