Interrogazione sulla governance dell’Inps

Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:
l’articolo 21, comma 2, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, dispone che: «Con decreti di natura non regolamentare del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, da emanarsi entro 60 giorni dall’approvazione dei bilanci di chiusura delle relative gestioni degli enti soppressi alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge e sulla base delle risultanze dei bilanci medesimi, da deliberare entro il 31 marzo 2012, le risorse strumentali, umane e finanziarie degli enti soppressi sono trasferite all’Inps»;
dispone inoltre al comma 2-bis che, «in attesa dell’emanazione dei decreti di cui al comma 2 le strutture centrali e periferiche degli enti soppressi continuano ad espletare le attività connesse ai compiti istituzionali degli stessi»;
lo stesso articolo 21 al comma 7 dispone che: «entro sei mesi dall’emanazione dei decreti di cui al comma 2, l’Inps provvede al riassetto organizzativo e funzionale conseguente alla soppressione degli enti di cui al comma 1 operando una razionalizzazione dell’organizzazione e delle procedure»;
i decreti di cui al comma 2 non sono stati ancora emanati in quanto non sono stati approvati definitivamente i bilanci di chiusura di Inpdap che il citato comma 7 prevede che solo nei mesi successivi all’emanazione degli stessi è possibile procedere alla soppressione degli Enti «operando una razionalizzazione dell’organizzazione e delle procedure»;
con determinazione del Presidente dell’Inps n. 5804 del 31 maggio 2012 si dispone di impegnare il direttore generale a predisporre il piano industriale dell’istituto entro il 30 giugno 2012, operando di fatto un riassetto organizzativo dell’Inps prima dell’emanazione dei decreti ministeriali di trasferimento delle risorse strumentali, umane e finanziarie, previsti dall’articolo 21 citato;
l’interrogante giudica scorretto dal punto di vista istituzionale oltre che di dubbia legittimità procedere al riassetto organizzativo, atto di carattere eccezionale, prima che il Parlamento, su proposta del Governo, abbia proceduto alla riforma della governance dell’Inps, come previsto dalla mozione n. 1-01028 dell’8 maggio scorso;
con le determinazioni 89 e 90 del 30 maggio 2012 il Presidente ha rinnovato incarichi dirigenziali in scadenza rispettivamente in ottobre e settembre 2011 palesando un processo di riorganizzazione del nuovo ente già in atto ancor prima dell’approvazione del piano industriale e al di fuori di una trasparente valutazione del complesso delle risorse professionali a disposizione del nuovo ente risultante dal processo di fusione di Inps Enpals e Inpdap;
risulta che sarebbero in corso di assunzione deliberazioni riguardanti l’attribuzione di incarichi dirigenziali presso 40 sedi provinciali dell’Inps a neo vincitori di concorso pubblico tutt’ora presenti al corso di formazione per dirigenti della scuola superiore della pubblica amministrazione, sebbene siano presenti nell’istituto risorse dirigenziali dotate della sufficiente esperienza e managerialità e con curricula mediamente molto più ricchi, che hanno concorso all’interpello per ricevere tali incarichi –:
se il Governo sia a conoscenza di quanto descritto in premessa;
se alla luce delle considerazioni svolte, qualunque incarico dirigenziale assegnato prima del riassetto organizzativo debba essere esplicitamente qualificato dall’Inps come «temporaneo» in attesa del definitivo riassetto organizzativo;
se ci sia coscienza del fatto che atti e trattamenti estemporanei e che sono di dubbia conformità ai criteri generali previsti di assegnazione di incarichi dirigenziali possano innescare dannose situazioni di contenzioso generalizzato.
(4-16705)

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